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"Scegliere di essere chi si è, è guardare la vita di fronte."

Sal Giampino - Arti e Visioni
Jumpin’ up, all’Oscar Peterson Jazz Club. Spumeggiante “Oceano Mare” di Sal Giampino

Jumpin’ up, all’Oscar Peterson Jazz Club. Spumeggiante “Oceano Mare”.

Il Jive frenetico e incalzante dell’orchestra raggiungeva le nostre orecchie e i cuori, intrigante e ammiccante come una sirena maliarda, mentre io dritto sulla prua della nave, capelli al vento, stretto a “Kate Winslet” osservavo lo scintillio del diamante più grosso del mondo che lentamente scivolava blu nel profondo blu del mare dei ricordi…

Un’atmosfera sognante e trascinante. Una musica allegra, spumeggiante e coinvolgente quella dei Jumpin’up, sette squisiti musicisti, piovuti all’Oscar Peterson Jazz Club direttamente da una nebbiosa, parallela dimensione del tempo. Gli anni quaranta e cinquanta ci hanno avvolto con l’abbraccio profumato di un’energica sferzata swing: Louis Jordan, Louis Prima, Fred Buscaglione, Renato Carosone, Peter Wan Wood hanno sfilato sul palco del nostro Club preferito, per farci rivivere emozioni forse sopite ma così tanto connaturate con il nostro spirito che anche senza conoscere tutti i brani, eravamo presi dalla frenesia del ritmo incalzante e “saltellante” degli, appunto, Jumpin’up: Giuseppe Montalbano – guitar; Raffaele Barranca - tenor sax; Nicola Genualdi – trumpet; Luca Zasa – piano; Davide Femminino – doublebass; Michele Virga – drums e Tony Marino spettacolare voce e trascinante pilota di questa nave sulla quale abbiamo viaggiato in una serata di benefico naufragio nel mare del tempo. Anche a guardarsi intorno, amici e sconosciuti, tutti quanti ai tavoli sembravano inconsapevoli personaggi di un film che si muovessero al ritmo del rollìo e del beccheggio di un piroscafo che ci ha condotto nel nostro onirico, comune ma singolare, “Oceano Mare” dove memorie, gioie, malinconie, nostalgie, pensieri irrisolti e sogni si sono intrecciati per dar vita a onde di emozioni ancora vitali e presenti nelle nostre vite, passeggeri di un transatlantico più Nautilus che Titanic, più sorridente e immaginifico che “tragicoforo”. La cornice perfettamente adeguata dell’Oscar Peterson Jazz Club sa unire alla semplicità e alla schiettezza delle formali linee d’interni, un energico manto rosso sangue passionale che avvolge tutto, dal pavimento al tetto ed “energizza” riscaldando ogni cosa, ogni persona, ogni musica che venga in contatto vibrazionale con le essenze vitali presenti. Ancora complimenti agli organizzatori, Patrizio e Daniele Sala, di questo locale che mancava in città e che, adesso che c’è, abbiamo il dovere di amare e rispettare avendo il “buon gusto” di frequentarlo con convinta costanza, per il nostro bene interiore e per la gioia delle nostre anime soul, jazz, rock o leggere che siano. Anime viaggianti, a volte naufraghe, che sempre agognano, assetate, la felicità dei sensi attraverso la ricerca di quel completamento vitalizzante che solo la musica eccellente riesce a donare in questo singolare, personale “Oceano Mare” dell’esistenza.
Ancora uno sguardo ai prossimi appuntamenti di febbraio: Giorgia Meli duo, 13 e 14; Michele Pantaleo trio, 20; Acustic Swing quintet, 21; D. e T. Scannapieco e Nicola Angelucci trio, 27 e 28. Oscar Peterson Jazz Club a Marsala, via Frisella, 27.

jumpinup.it

pubblicato su marsalace.it - Febbraio 2009